7 anni di noi

ogni compleanno la rinnovata gioia di festeggiarci

Per fare un racconto preciso di cosa voglia dire per noi festeggiare un compleanno bisognerebbe partire dal giorno in cui, mesi prima, si sceglie la data “della nostra festa”, per poi passare alla descrizione della settimana clou ovvero quella antecedente la data X.
Ci piacerebbe poter mostrare la grandissima macchina organizzativa che viene messa in moto, l’assegnazione dei ruoli, il pensare al menù, alla ricerca dei volontari per la cucina, il servizio, il disbrigo… passando per l’ideazione dell’immagine dell’evento, la preparazione del materiale, la condivisione dell’evento, la raccolta delle prenotazioni e l’assegnazione dei tavoli… e nel mentre immaginare ed organizzare il pomeriggio per piccoli e grandi ospiti.
Poi eccoci a ridosso della fatidica data, e via con la preparazione della location, con gli “operai del sorriso” che spostano e ri-spostano gazebo, tavoli, panche e sedie… mentre nelle cucine s’inizia la preparazione dei piatti… insomma l’aria del pre-festa è sempre molto frizzante, non manca mai la tensione che si stempera totalmente solo una volta che l’evento è finito… ma sapete qual’è la cosa meravigliosa di tutto ciò? è che dietro un monte ore di lavoro  non quantificabile ci sono persone a cui non manca mai la voglia di sorridere  e che fanno da sempre tutto questo donando volontariamente il loro tempo.

Ed eccoci al giorno di festa!

La sveglia suona presto per molti di noi e degli insostituibili volontari del Ritrovo San Francesco di Santa Giustina.

Aprono le danze gli “spiedisti” promotori della tradizione dello spiedo alla bresciana, che sanno deliziare i palati di tutti i fortunati presenti all’evento e non solo.
Mentre il profumo dello spiedo inizia timidamente a mischiarsi con l’aria del mattino, al Ritrovo si iniziano a vedere le prime maglie rosse muoversi tra le varie zone dedicate al pranzo mentre i bianchi grembiuli  dei cuochi in modo ordinato fanno vivere la cucina con suoni e profumi… olio che frigge ed acqua che bolle.. s’inizia a cucinar.
Insomma nel giro di poco si è a pieno regime con tutti i volontari di rosso vestiti e ai posti di combattimento.
Gli operosi genitori USDS arrivano con gli ultimi viveri necessari per aperitivo e pranzo, molti dei quali generosamente offerti da vari commercianti che sostengono la nostra ONLUS.
E mentre gli addetti all’aperitivo s’ingegnano come sempre per appagare non solo i palati ma anche la vista degli ospiti, nei saloni si allestiscono le tavole con tovagliette e coperti.

Il tempo quest’anno non è stato clemente ed una pioggia battente accompagna i preparativi, ma nessuna faccia triste! perché questa macchina non la ferma nessuno e soprattutto abbiamo una soluzione per tutto!!

Alle 11.30 inizia ufficialmente la festa e qui il susseguirsi degli eventi è per noi organizzatori quasi una “catena di montaggio” che non s’inceppa mai.
Quindi pronti con spiedo d’asporto e per ingannare l’attesa l’aperitivo che tutti c’invidiano.
Alle 13 siamo vengono serviti i primi piatti, e vai con il primo applauso a cuochi e volontari che riescono a gestire contemporaneamente in modo egregio, ben 3 zone pranzo di cui due al ritrovo e una in Palestra!
Dopo i due primi, tavoli pronti per accogliere insalata, patatine, salamina e spiedo con polenta… secondo applauso!! E dato che, come saggiamente disse Walter Scott “Mangiare carne senza musica ed allegria procura cattiva digestione” noi ci siamo preparati un ricco programma pomeridiano.

Così, come vi avevamo anticipato in questi giorni, nell’immediato dopo pranzo ha preso il via la nostra kermesse, che ci ha accompagnati fino al brindisi di fine festa.

I ragazzi del RSF hanno allestito uno spazio di laboratori creativi sia in palestra che al Ritrovo, quindi vai con l’arte, con i colori e la fantasia con pasta di sale, sabbia colorata e gessetti!
Verso le 15.00 Giacomo e Albertina del Teatro Onofrio hanno alzato il rosso sipario, ed ecco il mitico Gioppino (amico d’infanzia di molti di noi) che ha stupito e fatto ridere tutti i presenti (così da render contenti anche la nostra digestione e Mr. Scott).
Salutato Gioppino, il portico della palestra si è trasformano nel “Santa Giustina Lounge Bar” con gli acrobatici cocktail dei maestri del Club Project Bartending School ed i narghilè di Hookah Baruca. Nemmeno il primo giorno di saldi ci sono file così lunghe!!
Intanto all’interno della palestra la Minibanda Città di Lonato del Garda prendeva posizione. Il Maestro Righetti ha così dato il via all’ultimo intrattenimento della giornata. Quale piacere rivedere e riascoltare questi giovani musicisti. Non potevamo trovare conclusione migliore da offrire ai nostri ospiti.

Ve l’avevamo detto che vi avremmo stupito con effetti speciali 😉

Verso le 18.30 la giornata con gli ospiti si è conclusa. Non bastano mai i grazie per salutare gli amici che scelgono di festeggiare con noi un altro anno di attività.

Cari Amici, dirvi grazie sembra davvero troppo poco rispetto alla gioia che proviamo nell’avervi vicini, anno dopo anno, sostenendo ogni nostra attività, che sia l’acquistare un panettone od un uovo di pasqua, il ricordarsi di noi devolvendoci il 5×1000 fino all’esserci e partecipare agli eventi che organizziamo … tutti questi gesti ci fanno sentire fortunati e amati, sostenuti in un percorso, quello associativo, che abbiamo scelto di intraprendere e che vogliamo fare al meglio ma che senza la vostra presenza non sarebbe così VIVO.

La giornata per molti dei volontari e dei genitori USDS non si è conclusa con il saluto agli ospiti, la macchina organizzativa, dopo una piccola pausa, si è rimessa in moto per pulizie e riassetto del Ritrovo e della Palestra, terminata la quale si è arrivati alla conclusione della nostra giornata di festa.

Ed eccoci alla fine vera della giornata, quella in cui il brindisi finale è quasi un dovere, quella in cui l’emozione prevale sulle parole che vorresti dire facendoti tacere. Quella in cui gli sguardi d’intesa dicono già tutto.
Agli amici di sempre, i volontari del Ritrovo S. Francesco di Santa Giustina va un grazie in più. Perché senza di voi non sarebbe la stessa cosa. Perché con voi noi ci sentiamo a casa. Perché, benché la speranza sia un sentimento astratto riuscite a renderla una concreta realtà.

L’ultimo grazie va ai nostri bambini, siete il collante di tutto questo, sette anni li abbiamo compiuti, sette felicissimi anni di una famiglia sempre più grande.